Val d’Orcia

Splendidi borghi, centri termali e storia etrusca

In Val d’Orcia i cipressi, i cosiddetti alberi blu, sono le lancette di una bussola virtuale. Sono le sentinelle del paesaggio che accompagnano il viaggiatore. La strada che taglia le Terre di Siena a da ovest a est, unendo la Val d’Orcia con la Val di Chiana è un belvedere naturale in uno degli angoli di Toscana più belli e, giustamente, famosi. L’itinerario parte da San Quirico d’Orcia. Il borgo merita senz’altro una visita; oltre alle emergenze architettoniche (Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, Chiesa della Misericordia, Palazzo Pretorio, Palazzo Chigi e le chiese di Santa Maria di Vitaleta e Santa Maria Assunta) sono da vedere gli Horti Leonini, cinquecenteschi giardini all’italiana progettati da Diomede Leoni, che ospitano esposizioni di scultura contemporanea.

Si parte alla volta di Pienza sulla bellissima strada di crinale che regala grandi vedute sulle colline che si rincorrono. In breve si raggiunge Pienza, sosta obbligatoria lungo questo percorso. Pienza è nota come la “città ideale”, figlia ed espressione dell’umanesimo rinascimentale fondato sul sogno della costruzione di un nuovo mondo ispirato a un pensiero cosmopolita, tollerante, aperto. Per tradurre architettonicamente i valori di questa cultura Enea Silvio Piccolomini affida il progetto a Bernardo Gambarelli detto il Rossellino, architetto della scuola di Leon Battista Alberti, in grado di inventare una città che materializzasse gli ideali umanistico – rinascimentali. I lavori cominciano nel 1459 e solo tre anni dopo Pio II delibera la nascita della città. Superba la veduta che si gode dalla strada che s’incunea tra la cattedrale e il Palazzo Piccolomini: gli ampi spazi della Val d’Orcia si spingono fino agli inconfondibili profili della rocca di Radicofani e delle spalle larghe dell’Amiata.

Il viaggio prosegue alla volta di Montepulciano. La strada sembra disegnata da un architetto del paesaggio. Nell’aria il profumo di pecorino stuzzica il desiderio di infilarsi in qualche caseificio ma poi ci si ricorda di aver già fatto copiosa scorta nelle botteghe di Pienza.
Montepulciano è l’altra tappa intermedia di questo piccolo grande viaggio. E’ il momento di zittire il motore e affidarsi alle proprie gambe. Montepulciano è una città di grande interesse. Consigliata vivamente la passeggiata nei sotterranei della città per scoprire maestose cantine dove si può degustare uno dei più pregiati vini toscani, di nome e di fatto: il Nobile di Montepulciano. Si prosegue verso Chianciano e Chianciano Terme dove l’acqua è pregiata quasi quanto il vino e si prende cura della salute di turisti e viaggiatori che si spostano anche nel segno del benessere.

Nell’ultima parte del viaggio la poesia della Val d’Orcia lascia spazio ai misteri e al fascino della civiltà etrusca che ha in Chiusi un importante punto di riferimento. Qui la storia ha radici antichissime come le origini della civiltà etrusca. Un mondo tutto da scoprire si nasconde nel sottosuolo ricco di catacombe e cunicoli come il “Labirinto di Porsenna”. Gli appassionati di storia etrusca non faranno a meno di visitare il Museo Archeologico Nazionale di Chiusi, nonché quelli di Chianciano Terme e Sarteano.

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